Viaggio in Sicilia: le diatribe sul Sicilian street food!

Viaggio in Sicilia: le diatribe sul Sicilian street food!

di Gabriella Massara

Se la Terra gira intorno al Sole, la Sicilia allora gira intorno al Cibo!

State programmando un viaggio in Sicilia? Allora dovete seguire i nostri consigli sul cibo!

Come sappiamo, il cibo fa parte della cultura di tutti noi. Mangiare ci rende felici, ci fa scoprire odori, profumi e sapori nuovi, ci fa capire le tradizioni di un popolo, ci rende vivi. Dunque, un viaggiatore che si rispetti non può esimersi dal provare il cibo locale per poter assaporare realmente la vita di tutti i giorni dell'abitante del luogo.

Prima di tutto bisogna fare una premessa, se oggi lo street food spopola ed è diventato una delle mode più glam del momento, allora i siciliani sono davvero "super fashion" dalla notte dei tempi. Certo di stranezze ce ne sono, non a caso la Sicilia è stata una delle mete del famosissimo show americano "Orrori da gustare". Quindi niente paura e lasciatevi trasportare dai sapori e, come si dice in quello show, "se vi sembra buono, mangiatelo!".

Chi si appresta a visitare la nostra bella isola per una vacanza potrà trovare tante difficoltà, poiché il cibo siciliano e lo street food sono molto complicati. Come ogni popolazione meridionale che si rispetti, per noi siciliani il cibo è convivialità, ospitalità, affetto e vita: mai rifiutare uno stuzzichino offerto con tanto amore, sarebbe davvero segnale di maleducazione! Cosa ci possiamo fare, abbiamo una spiccata passione per la gastronomia.

«Noi siciliani siamo gente piuttosto impegnativa: pensa alla caponata, un piatto unico che è una mescolanza di mille sapori. Non è significativo? » (Carmen Consoli)

Sicuramente ognuno di voi avrà le sue obiezioni in merito cercando di convincerci che anche nelle altre regioni di Italia vi è una grande tradizione culinaria che riguarda anche lo street food. Non lo mettiamo in dubbio, ma mai come nel caso della Sicilia si ha una varietà così ampia: infatti, ogni grossa città è ricca di tradizioni culinarie molto diverse. Il merito di tanta varietà deriva dalla storia della Sicilia. Per via della posizione strategica al centro del Mediterraneo, è stata una terra in cui culture diverse si sono incontrate e mescolate tra di loro. È così che il cibo riflette questa mescolanza risentendo le influenze egiziane, fenice, greche, romane, bizantine, arabe, tedesche e spagnole. Un enorme calderone di culture e ingredienti!

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Attenzione però, parlare di street food siciliano non è semplice. Questa mescolanza di culture, infatti, si riversa su cibi da strada che cambiano radicalmente a seconda della zona e un viaggiatore inesperto potrebbe inciampare in alcune diatribe storiche sul cibo. Da città in città, ma soprattutto tra lato est e lato ovest dell'isola vi è una forte rivalità: il cibo è una delle armi di battaglia. Dunque noi di Giftsitter, essendo siciliani di nascita, abbiamo cercato di stilare una guida sulle diatribe culinarie siciliane in modo da aiutare il turista a non finire catapultato in discussioni infinite su cosa sia giusto o sbagliato.

agriturismo_siracusa-scacceiti1) ARANCINO / ARANCINA. Iniziamo con un bel tasto dolente (forse il più pericoloso tra tutti), ovvero il "sesso" del famosissimo street food siciliano composto da riso, sugo e una bella panatura croccante (non confondetevi con i romanissimi supplì, vi prego). Sì, perché in Sicilia orientale si parla di un forte e "super macho" Arancino che nella sponda occidentale diventa magicamente donna. Direte voi, quale sarà il problema? Beh, provate ad andare in rosticceria a Palermo e chiedere "un arancino" e vedrete la faccia sconvolta e un po' stranita della gente intorno. Sembra strano, ma questo è un alterco che si tramanda da secoli: arancina derivante da "piccola arancia" o arancino derivante dalla parola siciliana "aranciu"? Sarà uno dei misteri di Fatima, non si scoprirà mai la verità.

2) Schiacciate / Scacciate / Scacce / Focacce. Più che una diatriba questa è una "variazione sul tema". In tutta la Sicilia si possono trovare dei prodotti da forno di pasta del pane con ripieno di verdure, formaggi, salumi e carni varie. Tutto sta nel capire in che zona della Sicilia vi trovate: a Catania e provincia sentirete parlare di schiacciate o scacciate con tipica dorma tondeggiante, a Ragusa di scacce con forma quadrata o rettangolare che però si può trasformare in 'mpanata se cucinata in una tortiera rotonda, a Siracusa invece si parla di focacce. Ovviamente tutte condite con ingredienti tipici del luogo: tuma e verdure a Catania, ricotta o caciocavallo ragusano a Ragusa, salsiccia, finocchietto e pomodorini nella zona di Siracusa.

4715907903_4584c342b03) INTERIORA. La cucina siciliana è ricca di piatti in cui si prevede l'uso delle interiora degli animali. Non sconvolgetevi, alcuni piatti potrebbero sorprendervi! A Palermo potreste imbattervi in venditori di "pani c'a meusa", pane con la milza. Non arricciate il naso, provare per credere. Si tratta della milza saltata nello strutto, insieme a qualche pezzetto di polmone, con una spolverata di sale. Potreste assaporarla "Schietta", con limone, o "maritata", con una grattugiata di caciocavallo.  Poi abbiamo le stigghiole, comuni in tutta la Sicilia, particolarmente nella zona Orientale. Si tratta di spiedini di budella di agnello. Una volta lavate molto bene, in acqua e sale, si arrotolano attorno a una cipolletta fresca e poi si cuoce il tutto alla brace, quasi fino a bruciarle. Ci sarebbero tantissime altre cose da citare, ma non voglio sconvolgere nessuno con stomaci deboli. Ciò che dovete tenere in conto è che in Sicilia "non si butta via nulla"! E buon appetito!

4) La VASTEDDA. Solitamente con questo termine ci si riferisce ad una forma di pane, in stile pagnotta, tipica di tutta la regione. Attenzione però, con questo termine si indica anche un formaggio molto gustoso prodotto nella Valle del Belice.

5) GNOCCHI / Cavati / Cavatelli. Se sentite parlare di gnocchi, non si sta parlando di quelli classici fatti di patate, bensì di una pasta composta semplicemente da acqua e farina con forma tondeggiante, rigati e che presentano un incavo fatto con le dita delle mani per poter accogliere meglio il sugo (da qui anche il nome di cavati o cavatelli). Non fatevi ingannare!

Ovviamente non è tutto qui, vi invito ad assaggiare le panelle, il cous cous, la tavola calda catanese, la caponata e ogni cibo agrodolce, i dolci a base di ricotta (cannoli, cassate, cassatelle), pizze siciliane, sfincioni o focacce messinesi. C'è solo l'imbarazzo della scelta!

 

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