Tutta la verità sulla Befana!

Tutta la verità sulla Befana!

di Gabriella Massara

Fata, maga, generosa e severa. Qual è la verità che si cela dietro la tradizione popolare?

Il made in Italy non riguarda solo vini, abiti costosi e prodotti da gourmet, ma anche le tradizioni. Infatti le tradizioni popolari italiane sono tante e alcune sono ormai così radicate che nessuno sa da dove provengano. Un esempio è quello della Befana! Da piccoli ci cantavano la famosa filastrocca: "la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, col vestito alla romana: Viva viva la Befana!".

La Befana, (termine che è corruzione di Epifania, cioè manifestazione) è nell'immaginario collettivo un mitico personaggio con l'aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Una dolce vecchietta con un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Vola sui tetti a cavallo di una scopa e compie innumerevoli prodigi. A volte, è vero, lascia un po' di carbone (forse perché è nero come l'inferno o forse perché è simbolo dell'energia della terra), ma in fondo non è cattiva. Curioso personaggio, saldamente radicato nell'immaginario popolare e molto amato dai più piccoli.

Fata, maga, generosa e severa. Ma qual è la verità che si cela dietro a questa bella tradizione popolare?

befana

Siamo sempre pronti a dare della Befana alla prima malcapitata di turno, ma siamo sicuri che sia un vero insulto? Va bene, la Befana non si presenta come una che sta partecipando alla Fashion Week, ma simboleggia qualcosa di magico e unico.

Secondo il racconto popolare, dopo il Natale, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

A proposito di Re Magi, avete visto il nostro video dedicato al giorno dell'Epifania?

La Befana, tradizione tipicamente italiana, non ancora soppiantata dalla figura "straniera" di Babbo Natale, rappresentava anche l'occasione per integrare il magro bilancio familiare di molti che, indossati i panni della Vecchia, quella notte tra il 5 il 6 gennaio, passavano di casa in casa ricevendo doni, perlopiù in natura, in cambio di un augurio e di un sorriso. Oggi, se si indossano gli abiti della Befana, lo si fa per rimpossessarsi del suo ruolo; dispensatrice di regali e di piccole ramanzine per gli inevitabili capricci di tutti. Dopo un periodo in cui era stata relegata nel dimenticatoio, ora la Befana sta vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici, tradizioni e dell'autentica identità culturale.

La Befana racchiude in sé una grande varietà di tradizioni, pagane e cristiane, che si intrecciano, si sovrappongono e si modificano tra loro. Il 6 gennaio infatti - nella tradizione cristiana - è il giorno dell'Epifania, il giorno in cui Gesù Bambino si manifestava ai tre re Magi che erano arrivati a Betlemme per vederlo. "Epiphaneia" in greco significa appunto "manifestazione" e il nome "Befana" non è altro che una derivazione di questa parola. In realtà poi nella più antica tradizione cristiana il 6 gennaio corrispondeva anche ad altre due occasioni importanti nella vita di Gesù Cristo: era il giorno in cui San Giovanni Battista lo aveva battezzato e anche il giorno in cui a Canaa Gesù si era "manifestato" con il primo miracolo (la trasformazione dell'acqua in vino).

Ma anche nell'antichità pre-cristiana c'erano ricorrenze importanti a gennaio: gli antichi romani festeggiavano l'inizio dell'anno con delle feste in onore del dio Giano (Januarius deriva proprio dal nome di questa divinità) e della dea Strenia (dal nome di questa dea deriva invece la parola "strenna" nel senso di "regalo natalizio").

befana carbone

Il periodo fra dicembre e gennaio poi era particolarmente delicato per l'agricoltura: l'imperatore Aureliano aveva proclamato il 25 dicembre "festa del sole" e per 12 giorni un tronco di quercia doveva bruciare continuamente perché dal carbone prodotto (eh sì, proprio il carbone che porta la Befana!) si sarebbero potuti trarre auspici sulla fortuna dell'anno successivo. Si riteneva inoltre che proprio nelle dodici notti precedenti il 6 gennaio la dea Diana volando nel cielo insieme ad altre figure femminili poteva rendere il terreno più fertile e fecondo.

In epoca cristiana l'immagine pagana di Diana e di queste donne è stata trasformata nell'immagine di streghe orribili e maligne, ma evidentemente il vecchio carattere positivo non è stato del tutto cancellato.

Nella tradizione popolare però il termine Epifania, storpiato in Befana, ha assunto un significato diverso, andando a designare la figura di una vecchina particolare.

Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, ossia dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l'anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova. Prima di perire però, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l'anno successivo.

La Befana coincide quindi, in certe tradizioni, con la rappresentazione femminile dell'anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità.

Questa festa ha però assunto nel tempo, anche un significato lievemente diverso. Nella cultura italiana attuale, la Befana non è tanto vista come la simbolizzazione di un periodo di tempo ormai scaduto, quanto piuttosto come una sorta di Nonna buona che premia o punisce i bambini. I bambini buoni riceveranno ottimi dolcetti e qualche regalino, ma quelli cattivi solo il temutissimo carbone, che simboleggia le malefatte dell'anno passato.

E voi avete ricevuto doletti o carbone?

Regali indesiderati?

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