Racconti di viaggio: Capo Nord e il sole di mezzanotte

Racconti di viaggio: Capo Nord e il sole di mezzanotte

di Gabriella Massara

Il grande viaggio verso il punto più a Nord d’Europa, dove in estate il sole non tramonta mai.

Non posso proprio lamentarmi, in poco meno di 30 anni, ho già viaggiato in lungo in largo. Un po' per passione, un po' per genetica, diciamo che tra il tran tran quotidiano, tra lavoro e commissioni da sbrigare, arriva come un fulmine quel senso irrefrenabile di fuga. A volte basta una piccola gitarella fuori porta, a volte si prenota un biglietto aereo per una meta qualunque, a volte si pondera un po' di più la meta per organizzare quel che molti chiamano "il viaggio della vita".

In realtà, la mia passione per i viaggi è dettata da un'indole di famiglia. Mio padre, grande viaggiatore e camperista appassionato, ci ha sempre portati in giro per le vacanze estive: una estate la Spagna, una la Francia, una la Turchia... diciamo che ogni estate c'era un "mondo" da scoprire. Tra tutti i viaggi della mia infanzia, non potrò mai dimenticare che a soli 10 anni feci il viaggio più estremo fino ad ora: dalla Sicilia fino a Capo Nord, rigorosamente in camper (5 persone in un camper, non so se mi spiego). Badate bene, non stiamo parlando di camper di ultima generazione, ma di sicuro un buon mezzo per l'epoca. Per gli esperti, 20 anni fa un Rimor Koala 120 era un mezzo di tutto rispetto: rumoroso, pesante, ma resistente! Infatti Capo Nord, rappresenta una delle sfide più grandi per un camperista: viaggiare in solitaria lungo le strade dritte e isolate immerse nella natura, con renne e cerbiatti che attraversano la strada incuranti: ricorda, sei tu l'intruso, non loro! Ma questo tipo di viaggio è estremo un po' per tutti, ma immaginate che c'è chi ha il coraggio di farlo in moto!

Su due o quattro ruote, in aereo o meno, Capo Nord e il suo sole di mezzanotte è una delle cose da vedere almeno una volta nella vita. Vi risparmio tutti i dettagli e le tappe in ogni città (ci vorrebbe più di un articolo e, quindi, mi riservo la possibilità di farne altri più in là, magari raccontando dei miei incontri con i Lapponi e Babbo Natale: sì, sì, proprio lui in carne ed ossa) e andiamo al sodo.

Partiamo dal presupposto che, per chiunque, a qualsiasi età e con qualsiasi mezzo, battere i piedi sul suolo di Capo Nord è una di quelle esperienze che segnano la vita. Potremmo dire, un’avventura meravigliosa e stancante ma che merita di essere vissuta. Immaginate il tutto visto da una bambina di 10 anni, quale all'epoca ero io. Che dire, panorami indescrivibili e quella "notte che non arrivava mai" erano da considerarsi attrazioni davvero fuori dal comune per me. Infatti, solo da grande capii realmente la causa scatenante di quel fenomeno strano e insolito. Per chi non lo sapesse, con l'approssimarsi del solstizio d'estate, nelle regioni al di sopra dei circoli polari il sole non scende mai sotto l'orizzonte per almeno 24 ore e di conseguenza non cala mai la notte. Tale fenomeno è dovuto all'asse di rotazione terrestre nel periodo estivo (beh, se non siete soddisfatti della spiegazione e volete dati più precisi e informazioni più scientifiche, ricordate che esiste il web).

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Per arrivare, il villaggio più vicino è Honningsvåg. Da lì vi è un tunnel sottomarino, il Tunnel di Capo Nord (in norvegese, Nordkapptunnelen), lungo circa 7 chilometri, situato ad una profondità di 212 metri sotto il livello del mare che porta fino a Capo Nord che si trova sulla punta nord dell'isola di Magerøya. È possibile prendere anche un traghetto, se non si ha un mezzo di locomozione.

Nell'isola poco e niente (se non si considera la natura immensa e maestosa): un centro visitatori, dove comprare qualche cartolina, il famoso monumento "Bambini del mondo", sette medaglioni in pietra con disegni di bambini di sette nazioni diverse, e il "Globo", situato nel punto più alto della scogliera, che raffigura un mappamondo, appunto, dove, appunto, a mezzanotte, il sole viene, per così dire, "intrappolato". Dunque, dopo alcuni minuti di interiore e silenziosa soddisfazione per essere aver raggiunto la "meta", ti accorgi che il sole spezza le nuvole e illumina tutto il promontorio: il sole sta lì fermo tra le griglie di ferro del mappamondo pronto a farsi ammirare, colorando il mare di sfumature rosse, gialle e color rame. Che dire, uno spettacolo mozzafiato!

Si dice che il primo turista ad arrivare in questo posto desolato si avvistò nel 1664, e da quel momento in poi un flusso continuo di curiosi visitatori ha varcato questi luoghi. Persone da tutto il mondo trascorrono giorni e settimane viaggiando verso Capo Nord per sperimentare la libertà e la vicinanza col freddo nord (sì, perché fa freddo, tanto freddo, anche d'estate).

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Per chi volesse ammirare il sole di mezzanotte, si deve recare a Capo Nord dall'11 maggio al 10 agosto. Al contrario, per chi invece preferisce l'inverno, Capo Nord offre anche un altro magnifico e sorprendente spettacolo: è possibile ammirare anche il fenomeno dell'aurora boreale!

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