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Trentenni, una generazione di eroi e nostalgici

Trentenni, una generazione di eroi e nostalgici

di Gabriella Massara

Trent'anni e non sentirli

Bamboccioni? Assolutamente no! Non me ne vogliano tutti quelli nati negli anni '90, ma noi, i nati negli anni '80, abbiamo una marcia in più. Non ci credete? Cercherò di spiegarvi tutte le motivazioni che mi hanno portata a convincermi di ciò (e no, non sono di parte perché sono una trentenne anche io).

I trentenni sono una generazione di sopravvissuti

keep-calm-you-have-30-yearsSì, sopravvissuti per miracolo, aggiungerei. Chi durante nelle giornate afose d'estate non ha mai utilizzato il mitico "Cristal Ball", non curante dell'odore fortemente chimico che emanava quella sostanza? Chi, durante i lavoretti scolastici, non ha letteralmente sniffato l'unica e inimitabile "colla coccoina"? E poi, a corto di oggetti tecnologici "infernali" che tengono incantati davanti a uno schermo i ragazzini di oggi, noi giocavamo in strada, non avevamo mamme terrorizzate per rapimenti "alieni". Noi giocavamo a nascondino e si faceva seriamente: si poteva rimanere ore e ore in un angolino buoi pur di vincere (salvo poi accorgersi che i tuoi amici erano andati al bar a prendere un gelato non curanti della tua assenza). Noi giocavamo a pallavolo e la rete era in cancello di casa. Noi giocavamo allo "Schiaffo del soldato", è vero, eravamo tutti terrorizzati dal "compagnetto cresciutello" che somigliava a un armadio, ma continuavamo a giocare. Masochisti? Non saprei, sicuramente dei perfetti "survivor".

I trentenni sono una generazione di nostalgici

Superati gli "enta" si comincia ad arricchire il proprio vocabolario con degli intercalare fissi "ti ricordi quando...", "quando ero piccolo..." per poi concludere con il famigerato "bei tempi". Ragazzi ammettiamolo, a chi non uscirebbe una lacrimuccia ripensando a "Giochi senza frontiere" in tv per poi dire al ventenne di turo "ah, che ne potete capire voi?".

I trentenni sono una generazione multitasking

Ok, so cosa state pensando care amiche all'ascolto, nessuno è più multitasking di una donna, ma facciamo un po' di posto ai nostri amici maschietti. In un presente dove la parola d'ordine è "crisi" ci ci trova a dover sbarcare il lunario in qualsiasi modo (eh sì, non abbiamo più 18 anni e le esigenze sono maggiori. Ci ritroviamo a fare due o tre lavori in un giorno, anche se non tutti retribuiti, per l'esperienza, la visibilità (l'arma più utilizzata dai datori di lavoro del 2016) o per entrare all'interno di un settore che ci interessa. E dopo il lavoro? Siamo trentenni, ma ancora sappiamo divertirci. Sì, è vero, i nostri hangover durano 4 giorni, ma non demordiamo. L'aperitivo con gli amici, la cenetta romantica con la nostra dolce metà, il weekend fuori porta: non ci facciamo mancare nulla.

Un pensiero va, infine a tutti quei trentenni che, ormai, hanno deciso di mettere la testa a posto e hanno creato una famiglia. Loro sì che sono i veri eroi!

 

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