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Stereotipi: dimmi che facoltà frequenti e ti dirò chi sei!

Stereotipi: dimmi che facoltà frequenti e ti dirò chi sei!

di Gabriella Massara

La facoltà che frequenti ti somiglia o sono solo stereotipi e credenze?

Qualsiasi sia la facoltà scelta ci sarà sempre chi si imbatterà in alcuni stereotipi ormai entrati a far parte della vita di tutti i giorni. Tu, povero studente universitario sotto stress, ti ritroverai a fare i conti con amici e parenti che, anche se non volutamente, cadranno nel limbo delle frasi ovvie e banali. Cosa fare? Beh, non prendersi troppo sul serio e farsi una risata è sempre la cosa migliore in questi casi.

Ecco cosa pensano gli altri della tua facoltà!

untitled-1-maxw-650INGEGNERIA – Sei iscritto in Ingegneria? Complimenti, ti sei aggiudicato il posto vacante del MacGyver della comitiva! Non importa quale ramo tu abbia scelto, se informatica, edile, ambientale, industriale, aerospaziale, non hai scampo! Per i tuoi amici e parenti d'ora in poi sarai chi risolve i problemi più assurdi, anche quelli che non competono il tuo capo di studi semplicemente perché studi per diventare "ingegnere". Basta, la discussione è chiusa!

LETTERE – Già se sei un uomo e studi lettere vieni guardato dall'alto in basso perché si sa che è ritenuta una facoltà prettamente femminile. Se studi lettere non ti è permesso sgarrare o far una battuta in dialetto perché agli occhi di chi ti circonda sei il linguaggio aulico fatto persona. Ovviamente se hai scelto l'indirizzo classico tutti ti faranno la solita domanda: "ma a che serve nel 2015 conoscere il latino e greco?". Ignorali, perché non sanno quello che dicono.

MEDICINA – Hai appena superato il test per entrare a medicina che già in famiglia ti considerano il loro medico personale. Ogni acciacco o dolorino è un campanello di allarme tanto da ricevere telefonate del tipo: "ho un dolore al fianco destro, cosa può essere?". Ogni tanto cedi alla tentazione di rispondere "niente di grave, morirai tra un paio d'ore" solo per il gusto sadico di vedere la faccia del tuo interlocutore. Poi invece ci sarà chi criticherà il tuo cambiamento repentino: camicie bianche, rigorosamente stirate dalla mamma, borsa in pelle, occhiali classici senza montatura e calligrafia che improvvisamente diventa indecifrabile. Caro studente di medicina, a noi puoi dirlo: ammettilo, esiste un esame di calligrafia incomprensibile nella tua facoltà?

CHIMICA - Il tuo soprannome sarà sempre e solo "scienziato pazzo". I tuoi amici ti immaginano al laboratorio, rigorosamente con il camice bianco e sommerso da ampolle, fialette, alambicchi e distillatori, intento a creare una "pozione magica". 

interpreterLINGUE - Non importa dove sei, cosa stai facendo e perché lo stai facendo, per amici e parenti sei il loro personale TRADUTTORE AUTOMATICO, che neanche Google Translate riuscirebbe a fare di meglio. Di qualsiasi cosa tu stia parlando arriverà sempre qualcuno che ti farà quella domanda secca e a bruciapelo che solitamente alle tue orecchie suona più o meno così: "come si dice tracotante in afgano?". Cominci a sudare freddo, non vuoi deludere le aspettative del tuo interlocutore, né fargli mettere in dubbio la tua preparazione universitaria quando... ti ricordi che tu l'afgano non lo hai mai studiato! La tua situazione si aggrava se sei uno studente di lingue considerate "strane" (arabo, cinese, giapponese, russo ecc.) perché automaticamente ti trasformerai in un fenomeno da baraccone e ti verrà chiesto di parlare (senza motivo apparente) nella lingua "stramba" anche se chi ti ascolta non ne capisce nulla solo per il gusto di vedere "il numero della scimmietta del circo" e poi cercare di replicarti con un volgarissimo "cian ciun cin" o "ahlah akgafbnhs".

COMUNICAZIONE – “E quindi a che serve la tua laurea?” classica domanda che lo studente di comunicazione sente rivolgersi almeno una volta a settimana. La comunicazione è in continua evoluzione rispetto alle nuove tecnologie, motivo per cui lo studente non sa rispondere a questa domanda, perché realmente non sa quale sarà il suo futuro. Quindi, calma e sangue freddo!

VETERINARIA – "Oh, ma quindi ti piacciono gli animali?". Tipica frase che uno studente di veterinaria sente dirsi almeno due volte al giorno. E cosa dovrebbe piacere ad uno studente di veterinaria?

PSICOLOGIA – Automaticamente diventerai il consigliere di ogni tuo amico che ti chiederà opinioni ogni ora del giorno. Poi ci sarà chi ti chiederà gentilmente di psicoanalizzarlo solo per avere la scusa per dire "sai, sono una persona complicata". Ma la frase più bella che ti sentirai dire è: “allora studierai i pazzi?”. 

copertina-domenicoFILOSOFIA – Da cosa partiamo? Sei considerato un morto di fame a prescindere da quello che poi farai realmente nella tua vita perché, come ti dicono tutti ogni giorno, "che farai il filosofo? ahahahah". Chi studia filosofia inoltre viene considerata una persona che ha problemi con la concretezza e che inizia ad analizzare le cose da un punto di vista astratto e confuso, come se ogni cosa che accade fosse frutto di un piano premeditato da un ordine superiore. In realtà... eh, mi dispiace, sei indifendibile!

SCIENZE MOTORIE - "E oggi cosa hai fatto? Una partitella a calcetto o a pallavolo?". Inutile spiegare che in scienze motorie non si passa tutto il tempo a bighellonare e giocherellare, tu sarai sempre il tipo che all'università gioca e si diverte. Mi dispiace, non c'è modo di far cambiare idea ai tuoi amici!

ECONOMIA - Automaticamente diventi il contabile della comitiva. Quando si parla di soldi tutti chiedono consiglio a te (anche quando si tratta di dividere il conto del ristorante). Inutile cercare di far capire quante strade si possano prendere con la tua laurea, per gli altri tu sarai solo quello "che fa i conti". 

GIURISPRUDENZA – La facoltà più gettonata di tutti i tempi tanto da credere che sia la facoltà jolly per eccellenza: "non sai dove iscriverti all'università? Scegli giurisprudenza!". Sei considerato uno studente tutto d'un pezzo, per te la legalità è tutto e per gli amici sei il loro paladino della giustizia (già stanno cominciando a litigare con un po' di gente, tanto hanno l'amico che farà l'avvocato). In realtà lo studente di giurisprudenza passa le sue notti ad infrangere milioni di regole: tutti quegli articoli, tutte quelle sentenze, tutti quei codici devono essere dimenticati nel fondo di un bicchiere. Solo quando arriverà a fare l'esame di Stato per avvocato cambierà le sue abitudini!

Cosa ne pensi? Ti sei riconosciuto in uno di questi stereotipi? Ne hai degli altri? Raccontaceli!

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