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Perché si addobba l'albero di Natale?

Perché si addobba l'albero di Natale?

di Gabriella Massara

Luci scintillanti e decorazioni colorate: il fascino dell'albero di Natale va in scena!

Chi durante le feste natalizie non addobba con luci, palline, dolciumi e festoni colorati e scintillanti l'albero di Natale. Ma vi siete mai chiesti qual è il significato simbolico dell’albero di Natale e perché si addobba? 

albero_di_NataleL'albero, in tutte le culture, anche prima della nascita del cristianesimo, è sempre stato simbolo di vita e rinascita. Non è un caso che la festa del Natale coincide con le antiche celebrazioni pagane per il solstizio d’inverno. Proprio il 25 dicembre si festeggiava la natura e in particolare il sole che “rinasce”. Di fatti, da questa data le giornate ricominciano ad allungarsi e lasciano presagire il ritorno della primavera, quindi, il ritorno della “vita” e dalla "rinascita".

In Siria ed Egitto, vi era, ad esempio il culto del “Sol Invictus”, le cui solenni celebrazioni prevedevano che i sacerdoti, ritiratisi in appositi santuari, ne uscissero a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un bambino. Da qui il culto arrivò poi agli antichi romani che festeggiavano il “sole che nasce” in riferimento al dio Mitra.

Simbolo ricorrente legato alle celebrazioni del solstizio d’inverno era naturalmente l’albero che compare, quindi, in numerose usanze e riti pagani. Essa è presente ad esempio nell'antica religione di Canaan dove gli alberi avevano un ruolo religioso. Nella Bibbia si parla delle “querce di Mamre”, boschetti sacri posti in cima a certe alture.

Solitamente gli alberi di Natale che vengono addobbati sono abeti (e anche se avete un albero finto, la forma richiama proprio l'abete). Per dare una spiegazione a questo dobbiamo risalire all'epoca dei druidi, antichi sacerdoti dei Celti, che consideravano gli abeti simbolo di lunga vita poiché rimanevano sempre verdi anche durante l’inverno. Per questo motivo li adornavano proprio durante la festa del solstizio d’inverno. Sempre in riferimento all'aspetto simbolico dell'albero, tra le popolazioni dell’Europa centronordica pagana la celebrazione del solstizio d’inverno prevedeva anche l’incendio di un albero (di solito un pino o un abete, poiché si trattava di alberi resinosi e molto infiammabili): un rito propiziatorio che aveva l'obiettivo di illuminare la notte invernale.

Nell'alto e basso medioevo, nell'Europa centronordica, molti riti antichi e usi pagani rivivono poi in contesto cristiano. Nella notte in cui si celebra la nascita di Cristo che, secondo la fede cristiana, ha portato nuova vita nel mondo, l’albero posto al centro del giardino dell’Eden (simbolo della caduta dell’umanità) diventa anche l’albero intorno al quale l’umanità ritrova il perdono. Non a caso venivano appese mele e ostie che, nel contesto cattolico nel quale si sviluppa questa tradizione, indicano il sacrificio di Gesù che sconfigge e cancella il peccato. Nei secoli successivi, nelle aree protestanti, negli alberi di Natale le ostie furono poi sostituite da dolci natalizi fatti in casa e si aggiunse anche la carta colorata, argentata o dorata, simbolo delle offerte dei Re magi d’Oriente. Nelle regioni tedesche, in cui era diffusa l’arte vetraria, si aggiunsero più tardi anche le palle di vetro colorato, per dare maggiore luminosità all'albero e, per riprendere il motivo evangelico del “Cristo luce del mondo”, entrarono nell'uso anche le candele.

Per lungo tempo, la tradizione dell’albero di Natale rimase comunque tipica delle regioni nordiche e i cattolici la consideravano un uso tipico del protestantesimo. Solo dopo il Congresso di Vienna l’usanza prende piede e inizia a diffondersi su larga scala. Nel 1816 a Vienna, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, venne addobbato il primo albero di Natale, ed in Francia nel 1840 venne introdotto dalla duchessa di Orléans. In Italia la prima ad addobbare un albero di Natale fu la regina Margherita, nella seconda metà dell’Ottocento, al Quirinale e da lei la moda si diffuse velocemente in tutto il paese.

La tradizione dell’albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate, rimane oggi particolarmente sentita nell'Europa del nord, sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel mondo cattolico insieme alla tradizione del presepe. A riprova di ciò, arriva la tradizione introdotta solo durante il pontificato di Giovanni Paolo II di allestire un grande albero di Natale nel luogo cuore del cattolicesimo mondiale, piazza San Pietro a Roma.

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