Corso di sopravvivenza alimentare per studenti fuori sede

Corso di sopravvivenza alimentare per studenti fuori sede

di Gabriella Massara

Ogni studente fuori sede deve affrontare tante sfide ogni giorno: la ricerca della casa, le lotte per la pulizia con i coinquilini, le lezioni, gli esami e... la cucina! Carburante per la mente, fonte d'energia per arrivare a fine giornata, qualcosa sotto i denti si deve pur mettere.

Noi di Giftsitter.com lo sappiamo bene, ecco perché abbiamo analizzato le quattro fasi del corso di sopravvivenza per studenti fuori sede affamati!

 Corso di sopravvivenza alimentare per studenti fuori sede giftsitter 1. Prima settimana: spazio al lusso!

La mamma è sempre la mamma: benevola e buona, lei, l'unica che non tradisce mai, invia per posta un bel pacco pieno di leccornie e beni di prima necessità. In questa fase lo studente fuori sede si sente libero di mangiare a sazietà e invita pure gli amici a cena per assaggiare il sugo della mamma.

2. Seconda settimana: mettiamo alla prova l'amicizia!

Esaurita tutta la scorta gentilmente offerta dalla mammina, ecco che ci si aspetta che gli inviti fatti durante la settimana precedente vengano ricambiati. Di solito tra studenti si cerca di fare comunella e il tutto va a buon fine. Anche questa settimana è andata!

3. Terza settimana: Benedetta Parodi è un guru!

Ebbene sì, quando i viveri del "pacco regalo" da parte di mamma finiscono, la tattica di farsi invitare a pranzo a casa di un collega non funziona più perché potreste essere additati come degli scrocconi, l'unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e cercare di mettere insieme un "pastone" commestibile (aver seguito tutte quelle puntate delle trasmissioni della Parodi e della Clerici hanno portato finalmente i frutti). Allora ecco che le idee frullano in testa neanche si stesse partecipando all'invention test a Masterchef: apriamo la dispensa e mettiamo insieme quei due, tre ingredienti a caso e il risultato è sempre e solo uno: la pasta dello studente.

Chi l'ha inventata e chi le abbia dato questo nome è impossibile saperlo: in qualsiasi modo siano andate le cose, siamo sicuri che si trattava di uno studente affamato.

Ebbene sì, la famosissima pasta dello studente è un vero e proprio must tutto italiano che aiuta i poveri fuori sede a sopravvivere fino all'arrivo del prossimo "pacco regalo da parte di mamma" sopracitato.

Ma come sarà mai questa pasta? Inutile cercare una ricetta, la pasta dello studente ha come unica regola da rispettare il fatto che sia fondamentale la presenza di un unico alimento che invade le cucine di ogni studente italiano: il tonno in scatola. Cosa mettete in più non importa, l'importante è che il tonno non manchi (sembra infatti che la causa dell'estinzione di ben 7 specie di tonno nel Mediterraneo siano proprio gli studenti universitari poiché ghiotti di pesce dall'inconfondibile polpa rosata).

4. Quarta settimana: vita da trincea!

Il frigo è ormai vuoto, si ha la nausea da tonno, uova, wurstel e pane in cassetta (tutta roba economica e di facile preparazione), si passa alla fase latte, cereali, biscotti, merendine e birra (quella non manca mai). Resistete ai crampi allo stomaco, il mese è finito, la mamma vi ha appena informati che ha già inviato il pacco!

Cosa ne pensate? Quali sono gli alimenti che non possono mancare nella vostra dieta da studenti fuori sede? 

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