Carnevale: perché ci si maschera?

Carnevale: perché ci si maschera?

di Gabriella Massara

In questo clima festoso e goliardico, cominciato oggi, giovedì grasso, vedremo sfilare carri, ci lasceremo travolgere da una pioggia di coriandoli, saremo invitati a numerose feste in maschera e, quindi, saremo alla ricerca delle maschere più originali per far colpo sui nostri amici e stupirli. Ma vi siete mai chiesti perché a carnevale ci si maschera? Noi di Giftsitter.com abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda e, come al solito, abbiamo scoperto che questa tradizione affonda le sue radici nella storia più antica.

Simbolicamente il mascherarsi indica il mezzo attraverso cui rinnovarsi, cambiando pelle. In generale gli schiamazzi e la baldoria carnevalesche rappresentano una sorta di mezzo di purificazione per tornare ad un ordine più sereno, ritemprati dallo sfogo e dal divertimento, ma servono anche ad allontanare gli spiriti cattivi e ad esorcizzare la morte.

sexy-pagliaccio

Quindi, nel corso della storia la maschera ha assimilato differenti significati e a seconda della cultura se n’è fatto un diverso uso. È divenuto oggetto rituale, teatrale o goliardico; ma c’è una cosa che accomuna tutti gli usi di ciascuna cultura, ed è la perdita dell’identità da parte di chi la indossa. In assoluto, la maschera ha la funzione di proteggere la persona per permetterle di agire impunemente, di conservare l’anonimato, la sua identità, o la sua neutralità.

Effettivamente, la maschera è un misterioso oggetto che ci ha accompagnato sin dalle origini. I popoli primitivi usavano travestirsi con pelli e altri oggetti per imitare le movenze degli animali e coprirsi il volto nelle cerimonie spirituali per svolgere funzioni propiziatorie. Indossata durante le danze da parte di un privilegiato, diveniva un mezzo che metteva in contatto l’uomo con energie della natura e spiriti. Nelle popolazioni arcaiche, infatti, si pensava che, mascherandosi, gli spiriti dei defunti fossero invitati a venire sulla terra. A essi veniva data la possibilità di divertirsi e fare baldoria in cambio però di raccolti abbondanti. Il danzatore perdeva così la propria identità e trovava quella dello spirito, il quale attraverso di lui avrebbe agito apportando benefici alla società.

In Occidente l’utilizzo della maschera è attestato sia durante i riti Dionisiaci della Grecia antica e sia nei Saturnali romani. Infatti, si crede che sia proprio questa la tradizione pagana dalla quale derivi il carnevale odierno. In queste festività venivano rovesciate tutte le gerarchie sociali e l’ordine precostituito; gli schiavi potevano considerarsi liberi e la classe nobile poteva essere derisa. Avveniva lo stesso durante il Carnevale della Venezia medievale, dove con la maschera sul viso si poteva trasgredire qualsiasi regola e si era liberi persino di insultare il doge.

La burla e trasfigurazione dei potenti sono il copione per eccellenza che sta dietro alle maschere tradizionali del carnevale italiano, giunte sino a noi dalla Commedia dell’arte. Nel teatro del Cinquecento Arlecchino, Pulcinella, Brighella, Colombina erano le maschere fisse di servitori furbi e senza scrupoli che si prendevano gioco dei loro padroni.

A prescindere da tutto, se ci chiediamo perché si festeggia Carnevale, oggi come ieri, la ragione principale risiede nell'esigenza di capovolgere l’ordine stabilito, seppur rimanga un capovolgimento autorizzato, limitato e controllato nel tempo e nello spazio dall'autorità costituita. Non a caso, a Carnevale ogni scherzo vale!

Ovviamente, adesso che sapete il perché ci si maschera a Carnevale, avrete un motivo in più per partecipare a una delle tante feste in maschera organizzate dai vostri amici. Cosa? Ti hanno incaricato di raccogliere le quote di partecipazione e per questo vuoi dare forfait? Perché dovresti farlo? A raccogliere le quote ci pensa Giftsitter.com!

 

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!